L’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli studi legali è sempre maggiore. Serve a facilitare le ricerche giurisprudenziali ma anche per aiutare nella stesura degli atti pure nelle realtà legali di piccola dimensione. Stamattina, nella survey curata dall’Ordine degli avvocati di Milano, che sarà presentata a Palazzo di Giustizia emergerà l’evoluzione che dal 2024 evidenzia il cambio culturale che sta attraversando l’avvocatura. In tre anni l’intelligenza artificiale è passata da tema emergente a strumento operativo fino a diventare infrastruttura quotidiana di lavoro. L’AI inizia ad essere percepita come fattore concreto di evoluzione professionale: cresce la percezione dell’impatto positivo, aumenta l’utilizzo reale e si rafforza la convinzione che alcune attività forensi possono beneficiare strutturalmente dell’automazione assistita.
Nello studio legale l’AI è strumento quotidiano
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