Il Tribunale di Milano ha dichiarato ammissibile una delle più ampie class action contro Meta per il data scraping su Facebook tra il 2018 e il 2019, che avrebbe coinvolto circa 533 milioni di utenti nel mondo e 35 milioni in Italia. L’azione, promossa dal Centro tutela consumatori utenti di Bolzano, chiede sia l’inibizione della condotta sia il risarcimento dei danni. L’ordinanza riconosce la giurisdizione italiana perché il trattamento dati è collegato alle attività di uno stabilimento di Meta in Italia. I giudici hanno inoltre chiarito che non occorre un mandato preventivo degli interessati né una diffida preliminare per avviare l’azione risarcitoria. Secondo il tribunale, la normativa Ue punta a garantire una tutela ampia ed efficace dei consumatori, anche tramite azioni rappresentative.
Class action a tutela dati senza diffida e mandato
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