Ieri l’Aran ha presentato il rapporto semestrale sulle retribuzioni della Pa. Mostra che tra il 2021 e il 2023 la busta paga media è cresciuta del 13%, ovvero di quasi il doppio rispetto al +7% atteso in base agli effetti del rinnovo contrattuale intervenuto nel periodo. A pesare sono indennità, carriere e premi di risultato. Particolare rilevanza assume il peso delle indennità di amministrazione nei ministeri e nelle agenzie fiscali che hanno beneficiato di risorse aggiuntive. Situazione diversa per scuola, ricerca ed enti locali, dove stipendi e possibilità di carriera risultano più limitati e gli aumenti sono stati più contenuti. Nel lungo periodo le funzioni centrali e la sanità hanno registrato gli incrementi maggiori grazie anche ai rinnovi contrattuali più rapidi. Nell’ultimo decennio la crescita media delle retribuzioni è rimasta inferiore all’inflazione. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Salari, privato corre più della Pa’ – pag. 34)
Pa, per ministeri e fisco aumenti quasi doppi rispetto al contratto
questo articolo si trova a pagina 12