Con l’entrata in vigore, a partire dal prossimo 1°luglio, del dazio europeo di 3 euro ad articolo, viene cancellata la tassa italiana di 2 euro sui mini-pacchi. Se da un lato in questo modo per il periodo luglio-novembre del 2026 per l’Italia sarebbe una perdita di 32 milioni di gettito, la differenza verrebbe ampiamente compensata dal fatto che il dazio europeo si applica non a spedizione ma ad articolo. E stando già ai dati illustrati da Sogei agli Stati generali delle Dogane su 12,6 milioni di spedizioni importate nel nostro Paese nel primo trimestre 2026 sono stati censiti 51,7 milioni di articoli. In pratica 4 articoli in media a spedizione. Uno scenario che, se confermato, renderebbe particolarmente vantaggioso per l’erario limitarsi ad applicare il dazio Ue, incassandone il 25%. Oltre a guadagnare di più, l’Italia recupererebbe il 50% dei traffici che ha perso nei primi due mesi di vigenza della tassa di 2 euro sui pacchi. Prima che arrivasse il decreto fiscale a rinviare tutto al 1°luglio.


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