Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla direttiva Ue che rafforza la protezione di chi subisce violenze, stalking o abusi sessuali, introducendo garanzie specifiche anche per le vittime colpite per orientamento sessuale, identità di genere o disabilità. La direttiva introduce anche alcune garanzie che in Italia erano state previste dal ddl Zan. Nessuna aggravante specifica ma una rete rafforzata di assistenza per le persone più esposte. Pomo della discordia il riferimento all’identità di genere, inserito con un emendamento. Un’impostazione che richiama l’art. 6 del ddl Zan che puntava a riconoscere donne e persone Lgbt come soggetti vulnerabili nei procedimenti giudiziari. 


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