Dal Rapporto Antigone 2025-2026 emergono le misure molto restrittive che hanno interessato gli istituti di pena. I provvedimenti di febbraio e marzo hanno azzerato le deroghe alla custodia aperta, imponendo il regime chiuso, e vietato la promiscuità trattamentale tra circuiti diversi, bloccando storici laboratori e percorsi universitari. La circolare di ottobre ha poi accentrato al DAP – Dipartimento amministrazione penitenziaria i permessi per l’ingresso di esterni. Dal Rapporto emerge che la popolazione carceraria invecchia: in vent’anni gli over 50 sono passati dal 13,9% a quasi il 30% e gli ultrasettantenni sono cresciuti a 1.348 nel 2025 (2,1% del totale). La letteratura dimostra che la carcerazione accelera l’invecchiamento biologico di circa 10 anni. Questa transizione dipende dall’allungamento delle pene, gli ergastolani sono aumentati del 55%, raggiungendo le 1.901 unità nel 2025, e dal divieto di detenzione domiciliare per chi ha commesso reati ostativi gravi.
Invecchiano anche i detenuti
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