Nella liquidazione dei compensi degli avvocati in patrocinio il giudice deve rispettare i parametri ministeriali. Lo ha stabilito il Tribunale di Trapani che ha accolto l’opposizione contro un decreto del giudice di pace con cui era stato riconosciuto un compenso di appena 20 euro per l’attività difensiva svolta in un procedimento di proroga del trattamento a un cittadino straniero ammesso al patrocinio a spese dello Stato. La decisione è stata accolta favorevolmente dall’Unione nazionale camere civili che in una nota diffusa ieri definisce la pronuncia ‘un’importante conferma della tutela della dignità professionale e del diritto a un compenso equo, anche nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, specialmente in procedimenti che incidono su diritti fondamentali come la libertà personale’. 


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