La Cassazione penale, nella sentenza n. 17846 del 18 maggio 2026, ha stabilito che tutte le truffe informatiche sono procedibili a querela a partire dalla legge n. 90/2024, anche quelle commesse prima del 3 luglio 2024, data di entrata in vigore della normativa sui reati informatici e la cybersicurezza: il ritiro della richiesta di punire il responsabile, dunque, produce effetti che estinguono il reato. La querela ha infatti una natura mista, sostanziale e processuale, incidendo sulla punibilità: si applica quindi il principio di retroattività della legge più favorevole all’imputato. La fattispecie aggravata, peraltro, è rimasta invariata anche dopo l’entrata in vigore del decreto legge n. 48/2025, il decreto legge sicurezza, convertito dalla legge n. 80/2025.
Truffe digitali, serve la querela
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