Il rapporto tra diritto d’autore e intelligenza artificiale si muove su un binario parallelo. Il primo è chiamato oggi a proteggere le opere usate per addestrare i sistemi di AI senza consenso, e a tutelare le creazioni realizzate con il supporto dell’AI. Sempre più spesso si cercano accordi economici e licenze per regolamentare l’uso dei contenuti nel training dei modelli, mentre restano aperti casi giudiziari importanti. In Italia, la legge n. 132/2025 riconosce la protezione delle opere create con AI solo se prevale il contributo creativo umano, anche se mancano chiari criteri per disporlo. Per questo, ogni situazione va valutata singolarmente, distinguendo tra opere interamente generate dall’AI e opere semplicemente assistite dall’AI. Inoltre, esiste il rischio di plagio involontario: chi usa piattaforme di AI possiede l’output generato, ma senza garanzie che non violi diritti di terzi, soprattutto quando riproduce stili o elementi riconoscibili.
La causa pilota del Nyt uno snodo nel rapporto tra diritto d’autore e AI
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