La Corte di cassazione ha stabilito che né i documenti israeliani ‘Avi’ né le ‘fonti aperte’ del web possono essere usati come prove nei processi sui presunti finanziamenti ad Hamas tramite associazioni pro-Palestina. La decisione riguarda il caso di Mohammad Hannoun, arrestato con altri sei per presunta associazione terroristica legata a fondi destinati ad Hamas. La Suprema corte ha annullato le ordinanze del riesame di Genova, ritenendo il quadro indiziario fondato su fonti non adeguatamente verificabili o qualificate. Secondo i giudici, le informazioni reperite online possono essere acquisite ma non automaticamente considerate utilizzabili nel processo penale. Il tribunale del riesame dovrà ora verificare se gli indagati fossero consapevoli di eventuali finalità terroristiche nei finanziamenti effettuati. Da chiarire se le charity coinvolte fossero coperture per il terrorismo.
Finanziamenti ad Hamas, non valgono gli indizi basati su fonti aperte
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