I controlli dell’Agenzia delle Entrate sugli immobili che hanno fruito del Superbonus non si sono fermati, spesso, alla verifica dell’eventuale aumento della rendita ma si sono estesi all’esame dell’intera posizione catastale dell’immobile. L’attività istruttoria avviata dagli uffici ha portato alla luce frazionamenti e variazioni catastali irregolari, aprendo a verifiche che travalicano l’intervento agevolato e investono la storia censuaria del bene, con possibili riflessi sugli stessi presupposti che hanno consentito la fruizione dell’agevolazione. Questo emerge dall’analisi di alcune verifiche nelle quali il controllo finalizzato ad accertare l’eventuale obbligo di aggiornamento della rendita si è progressivamente esteso a operazioni catastali pregresse che avevano contribuito a definire l’assetto immobiliare utilizzato ai fini del Superbonus. 


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