Ha sollevato polemiche la proposta che arriva oggi al plenum del Csm che contiene nuovi limiti per i magistrati nei rapporti con la stampa. Le nuove prescrizioni partono dalla limitazione delle conferenze stampa sostituite, salvo casi eccezionali, da comunicazioni scritte. A parlare di un procedimento non potrà essere il magistrato titolare del caso. La sua presenza in conferenza stampa ‘può avvenire solo in casi specificamente motivati’. Viene richiesta la ‘tracciabilità delle decisioni sulla comunicazione’ per verificare ‘ex post il corretto esercizio del potere comunicativo’. Sia ai fini della vigilanza che di un eventuale rettifica o aggiornamento. Insomma, non più comunicazione informale ed estemporanea tra magistrato e giornalista ma regole responsabilità, controllo e memoria organizzativa. 


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