L’Aidc Milano chiede una norma di interpretazione autentica sulla responsabilità dei professionisti per concorso nelle violazioni tributarie, per tutelare sia l’Erario sia chi svolge correttamente la propria attività. Il documento evidenzia il rischio che recenti pronunce della Cassazione vengano applicate in modo troppo estensivo. Non dovrebbero costituire concorso, di per sé, attività come trasmissione delle dichiarazioni, tenuta della contabilità o consulenza fiscale. La responsabilità dovrebbe scattare solo in presenza di una condotta specifica, provata e causalmente collegata alla violazione del contribuente. Rilevano, quindi, la consapevolezza del professionista e il suo contributo all’illecito. Analoghi principi dovrebbero valere anche per il rilascio del visto di conformità ‘leggero’ che secondo le Entrate richiede solo controlli formali.
Professionisti, ombrello legale
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