Gli oneri pluriennali possono essere capitalizzati solo in casi eccezionali, mentre la regola generale è l’imputazione a conto economico. La capitalizzazione è ammessa se i costi generano benefici futuri dimostrabili, correlati all’attività aziendale e recuperabili con ragionevole certezza. Rientrano tra questi i costi di sviluppo, di impianto, ampliamento e start-up, purché direttamente attribuibili a nuove attività o all’aumento della capacità produttiva. Ad esempio, possono essere capitalizzati i costi di trasferimento di impianti se comportano miglioramenti produttivi e riduzione dei costi. Non sono invece capitalizzabili spese dovute a cessazione di locazioni, inefficienze aziendali, riduzione del personale o risoluzione di contratti. Inoltre, costi già spesati a conto economico non possono essere successivamente capitalizzati. Tutto deve rispettare il principio di prudenza e il nesso causa-effetto tra costo sostenuto e utilità futura. 


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