Non è elusiva la cessione di partecipazioni con successiva scissione parziale asimmetrica non proporzionale. Ad affermarlo è l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 107/2026 dello scorso 25 maggio. La separazione tra rami d’impresa e patrimoni immobiliari può realizzarsi con una scissione asimmetrica in neutralità fiscale senza essere riqualificata come abuso del diritto. Ma solo se l’operazione conserva una reale funzione riorganizzativa, non si traduce in una distribuzione mascherata di beni ai soci e le beneficiarie sono destinate a svolgere un’effettiva attività d’impresa. Il caso riguarda un gruppo societario familiare, articolato intorno ad una holding, titolare di partecipazioni in società operative e proprietaria anche di compendi immobiliari. La compagine era divisa tra due gruppi di soci: il primo interessato alle attività del settore X, il secondo a quelle del settore Y e la gestione immobiliare.
Riorganizzazione senza abusi
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