Grazie all’intensa stagione dei rinnovi, nel 2025 i salari hanno recuperato terreno, segnando un incremento medio del 3,1% nel totale dell’economia, a fronte di un’inflazione dell’1,5%. La chiusura delle vertenze contrattuali ha contribuito a ridurre la perdita di potere d’acquisto causata dallo shock inflazionistico del biennio 2022-2023, ma tutti i comparti del privato restano ancora al di sotto dei livelli del 2021, soprattutto nei servizi. Il XII Rapporto di Adapt sulla contrattazione collettiva, presentato ieri, evidenzia l’effetto dei rinnovi che ha prodotto una crescita più sostenuta delle attese nei principali comparti del privato: agricoltura, industria e servizi. Il dato medio nasconde forti differenze: gli incrementi più sostenuti riguardano l’estrazione mineraria, l’energia elettrica, l’edilizia, il gas e acqua. Seguono trasporti e logistica, manifattura, credito, turismo e commercio. Più contenuti gli incrementi di informazione e comunicazione e smaltimento rifiuti.
Salari 2025 a +3,1% ma il potere d’acquisto resta sotto il 2021
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