La Corte di cassazione civile tributaria, nella sentenza n. 9784/2026 depositata lo scorso 14 aprile, ha stabilito che la responsabilità dei soci di società estinte richiede la prova da parte dell’Amministrazione finanziaria di una condotta negligente. Infatti, l’azione erariale è limitata e deve essere provata dall’ufficio finanziario, non potendosi basare su presunzioni o dati empirici. Nei confronti dell’amministratore unico di una società l’Agenzia delle Entrate aveva notificato una verifica fiscale per maggiore Ires di quasi 3,5 milioni di euro, comprensivi di interessi e sanzioni, oltre a un ulteriore atto di contestazione con cui si chiedeva il pagamento di ulteriori sanzioni per 1.728.000 euro. 


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