Da oggi le prestazioni dei professionisti verso la PA diventano anche uno strumento rapido di riscossione fiscale. Infatti, prima di liquidare il compenso ai professionisti le amministrazioni pubbliche sono tenute a verificare la posizione debitoria dello stesso e, in presenza di eventuali cartelle esattoriali non pagate, per un importo pari ad almeno 5 mila euro, devono versare l’importo dovuto al professionista direttamente all’Agenzia della riscossione fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica e solo l’eventuale eccedenza al beneficiario. Questa nuova disposizione è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026 che ha modificato l’art. 48-bis del Dpr n. 602/1973.
Compensi nel mirino del Fisco
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