In poco tempo gli studi legali hanno adottato sistemi di intelligenza artificiale sofisticati, capaci di influire sull’organizzazione e sui tempi di lavoro, anche attraverso l’analisi dei dati e chatbot verticali pensati per settori specifici. Mentre il Governo lavora per regolamentare l’AI gli studi scelgono soluzioni disponibili sul mercato o sviluppano sistemi ad hoc. Nonostante l’evoluzione tecnologica, al momento non si registrano impatti sull’occupazione perché il ruolo del professionista resta imprescindibile. Le principali sfide riguardano i costi di accesso, la formazione interna e la definizione di regole sull’uso responsabile dei sistemi. L’obiettivo è aumentare l’efficienza, qualità del servizio e capacità di gestire incarichi più complessi. L’adozione dell’AI coinvolge ormai anche i piccoli studi, spinti dalle crescenti aspettative dei clienti.
Strumenti, formazione, prompt: così gli studi legali usano l’AI
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