La Corte di giustizia tributaria di Vibo Valentia, con la sentenza 520/2/2026, ha stabilito che la contestazione di somministrazione illecita di manodopera impone al fisco prove specifiche. Non è sufficiente il richiamo a presunte irregolarità e a indagini riferite a terzi. Senza tutto ciò l’appalto è pienamente regolare e vengono meno quindi i rilievi tributari sull’indetraibilità dell’Iva e sull’indeducibilità dei costi per mancanza di certezza e inerenza. La decisione scaturisce dal ricorso presentato da una società che era stata raggiunta da due avvisi di accertamento relativi agli anni d’imposta 2019 e 2020. 


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