L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento pubblicato ieri, stabilisce i criteri sulla base dei quali verranno selezionate le dichiarazioni da controllare. La norma, infatti, prevede particolari controlli quando il contribuente modifica i dati della precompilata in modo da incidere sulla determinazione del reddito o dell’imposta. Non tutte le dichiarazioni modificate vengono controllate, ma solo quelle che presentano un rimborso superiore a 4 mila euro, oppure che presentano degli indici di anomalia, che vengono stabiliti annualmente con apposito provvedimento. Quello pubblicato il 17 giugno 2026 non contiene particolari novità, ma riproduce nella sostanza le regole degli anni passati. Le verifiche devono concludersi entro 4 mesi e il ritardo massimo nell’erogazione del rimborso non deve superare i 6 mesi dalla scadenza per l’invio del modello. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Niente rimborsi 730 a chi ha la fedina fiscale sporca’ – pag. 24)


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