La Cassazione, con due pronunce gemelle, mette un freno agli accertamenti fiscali automatici. L’accesso al conto corrente del contribuente non può reggersi su un’autorizzazione generica, postuma o meramente burocratica. Il via libera interno del fisco resta un atto preparatorio, ma non è più un timbro di servizio irrilevante. Ē il titolo che consente l’ingresso del fisco nella sfera privata patrimoniale del contribuente. E, se quel titolo manca o non consente di verificare presupposti, oggetto e limiti dell’indagine, i dati bancari acquisiti diventano inutilizzabili e l’accertamento cade, almeno  nella parte fondata su quei dati. Questo il cuore delle ordinanze gemelle della cassazione civile n. 19956 e n. 19960 entrambe del 15 giugno 2026, destinate a pesare nei fascicoli dei professionisti più di molte riforme annunciate. 


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