Il Tar Marche, con la sentenza n. 758/2026, afferma che, in alcuni procedimenti amministrativi, l’intervento umano può limitarsi alla scelta iniziale di utilizzare sistemi di IA. L’amministrazione deve comunque informare gli interessati sul ruolo dell’IA e vigilare sul corretto funzionamento del sistema. Il Tar ritiene che eventuali citazioni giurisprudenziali inesatte o inesistenti generate dall’IA non rendano illegittimo l’atto, se i principi giuridici richiamati sono corretti e consolidati. L’uso dell’IA viene assimilato a uno strumento avanzato di ricerca, che non incide direttamente sulla volontà decisionale dell’amministrazione. La decisione solleva dubbi sulla compatibilità con l’obbligo di motivazione degli atti amministrativi e con il principio di uguaglianza. 


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