È atteso per martedì prossimo il via libera definitivo del Senato alla riforma della PA. Il testo è quello presentato dal ministro Zangrillo poco più di un anno fa che contiene il superamento del concorso pubblico come strada unica per l’accesso alla dirigenza. Ruota intorno a questo perno il ripensamento delle carriere, pensato con l’obiettivo di incentivare la crescita e l’impegno professionale dei dipendenti pubblici. La nuova strada da seguire per ambire alla dirigenza è il cuore della riforma. Finora per diventare dirigenti occorreva superare il corso concorso alla Scuola nazionale della Pa o i concorsi svolti dalla stessa Sna. Il nuovo quadro dispone che al 50% del corso concorso e a un altro 20% di concorsi per gli interni si affiancherà, per un 30% dei posti, lo ‘sviluppo di carriera’. Su questo treno potranno salire i dipendenti pubblici con almeno 5 anni da funzionario o 2 anni fra ‘elevate qualificazioni’, la casella più alta dell’organigramma non dirigenziale.
Pa, al traguardo la riforma: dirigenti anche senza concorso
questo articolo si trova a pagina 10