Il piano di emergenza anti caldo obbliga le imprese a trovare delle soluzioni per ridurre o sospendere l’attività nelle ore più calde, per poi riprenderle nel tardo pomeriggio. Va in questa direzione l’idea di imprese e sindacati per affrontare la forte ondata di caldo che sta interessando l’Italia e per garantire la continuità produttiva e il benessere dei lavoratori. Nel decreto legge Infrastrutture il Governo ha previsto la possibilità di ricorrere alla Cigs per sospendere l’attività, soprattutto in agricoltura e nei cantieri, per caldo eccessivo. La Cgil, sulla base di uno studio di Greenpeace, sostiene che l’ondata di calore anomalo potrebbe mettere a rischio la salute di 1,5 milioni di lavoratori. Ieri la federazione europea dei sindacati dell’agroalimentare ha fatto una proposta di direttiva Ue, visto che il grande caldo non riguarda solo l’Italia ma anche altri Paesi come Francia e Spagna.
Le imprese mobilitate: lavoro di notte, pause e tute termiche
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