Il Governo ha deciso di prorogare al 1°ottobre l’entrata in vigore del contributo italiano sui mini pacchi di modico valore provenienti da Paesi terzi. Il differimento evita la sovrapposizione con il nuovo dazio unionale di 3 euro che entrerà in vigore il prossimo 1°luglio. Proprio il rinvio dimostra però come il problema vada affrontato senza ritardi e, comunque, prima della scadenza annuale. La finalità della misura è quella di contrastare i modelli di business del fast fashion e i significativi costi sociali e ambientali che tale modello di consumo genera. L’idea di incidere su flussi di beni caratterizzati da acquisti frequenti e di modesto importo, che spesso vengono effettuati online, è ragionevole. Le perplessità riguardano lo strumento scelto per raggiungere l’obiettivo. Il prelievo italiano ha tutte le caratteristiche di un dazio, anche se viene qualificato come ‘contributo’. Da qui i dubbi di compatibilità con il quadro europeo. La misura può anche causare danni al mercato interno. 


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