Con una recente pronuncia il Tribunale di Torino ha ribadito che correttezza, buona fede e trasparenza sono requisiti essenziali nella composizione negoziata della crisi. Il concordato semplificato non rappresenta uno sbocco automatico dopo il fallimento delle trattative: il giudice deve verificare la condotta dell’imprenditore. La trasparenza impone di fornire a esperto e creditori informazioni complete e aggiornate sulla situazione aziendale e sulle prospettive di risanamento. La riservatezza  delle trattative non può giustificare omissioni informative o dati incompleti. Nel caso esaminato il mancato invio della documentazione richiesta e una gestione poco chiara delle trattative con i creditori hanno portato al rigetto della domanda. Per accedere al concordato semplificato è necessario, quindi, che l’imprenditore operi lealmente e con trasparenza per tutto il percorso negoziale. 


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