Con il Rendiconto generale dello Stato 2025, pubblicato lo scorso 24 giugno, la Corte dei conti analizza i dati sulle comunicazioni di irregolarità del triennio 2020-2022. Su 56 miliardi di euro richiesti con le comunicazioni di irregolarità, solo poco meno di 8 miliardi risultano versati. In media viene riscosso il 14% delle somme richieste tramite questi atti, con percentuali dell’11,6% rilevate sulle comunicazioni inviate alle persone fisiche, del 7,8% su quelle trasmesse alle società di capitali e del 5,3% su quelle indirizzate alle società di persone. Anche l’Irap fa fatica a essere incassata attraverso gli avvisi bonari, con una percentuale del versato rispetto al richiesto che si ferma al 17,4%. Secondo la Corte dei conti le cause del fenomeno  sono riconducibili all’aspettativa di future rottamazioni o al convincimento dei contribuenti di poter eludere la successiva fase della riscossione coattiva. 


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