L’Aula del Senato, ieri, ha approvato in via definitiva la riforma del pubblico impiego. La riforma contiene ingredienti inediti accanto al rilascio di criteri già tentati in passato. Tre gli obiettivi principali: utilizzare i meccanismi premiali nella loro funzione propria, che è di incentivare impiego e risultati e non di distribuire extra a buste paga certo non ricche, permettere a chi si mostra più attivo di candidarsi a una crescita professionale che non impone il solo concorso come via d’accesso alla dirigenza e costruire un sistema di controllo davvero indipendente nelle valutazioni. Per il ministro della Pa, Paolo Zangrillo con questo ddl si promuove un nuovo approccio culturale che riconosce il merito, premia i risultati e offre reali possibilità di crescita a chi lavora nelle PA. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Dirigenza Pa, entra chi merita’ – pag. 28)
Pa, premi individuali al top solo per il 30% dei dipendenti
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