Nei diciotto mesi successivi all’entrata in vigore della nuova disciplina introdotta dal Collegato lavoro sono oltre 25 mila le comunicazioni di dimissioni per fatti concludenti trasmesse all’Ispettorato nazionale del lavoro. L’Ispettorato pone l’accento su un fenomeno significativo sul quale è intervenuto il legislatore inquadrando correttamente le ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro dovuto alla prolungata assenza, ingiustificata, del lavoratore. In caso di mancata presenza sul posto di lavoro per più di 15 giorni la normativa prevede che il datore di lavoro deve trasmettere una comunicazione all’Ispettorato territoriale, chiamato a verificarne la veridicità. In presenza dei presupposti, il rapporto si considera risolto per volontà del lavoratore, salva la possibilità per quest’ultimo di dimostrare la presenza di cause di giustificazione. I dati evidenziano che circa l’80% delle comunicazioni proviene dalle imprese, segno di una rapida assimilazione del nuovo adempimento nei processi aziendali. La restante quota è veicolata tramite professionisti e intermediari. 


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