Iniziano ad incontrare qualche resistenza da parte dei giudici del lavoro le posizioni assunte dal Garante privacy in materia di gestione e controllo della casella di posta elettronica assegnata al dipendente per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Con una decisione dello scorso 13 giugno il tribunale di Pisa ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa di un dipendente il cui comportamento infedele era stato accertato tramite controlli sui messaggi contenuti nella casella di posta elettronica aziendale assegnatagli. Il tribunale ha ritenuto irrilevante, ai fini del licenziamento, il provvedimento del Garante che aveva avviato nei confronti della società un procedimento basato su profili di illiceità nelle modalità di conservazione dei log di accesso al sistema di posta elettronica e dei messaggi. 


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