Bonus edilizi. Il fisco ha acceso i riflettori sui lavori affidati a soggetti qualificati, come i general contractor. Da qui sono nate le contestazioni sui crediti fondate sull’idea che il margine applicato da tale soggetto non sia parte del corrispettivo agevolabile, ma costituisce invece un compenso per mera attività di coordinamento non detraibile. Il problema nasce dal fatto che in molte situazioni concrete il soggetto così denominato non è un general contractor ‘puro’, ma un vero appaltatore ovvero un’impresa che ha assunto nei confronti del committente l’obbligo di realizzare l’intervento, con organizzazione dei mezzi necessari, responsabilità per l’esecuzione dell’opera e facoltà di ricorrere al subappalto. In questi casi, il margine dell’impresa non rappresenta un costo di intermediazione, ma il normale margine di commessa proprio del contratto di appalto. Per arginare queste contestazioni il fisco è intervento con un atto di indirizzo interno e poi con la risoluzione 17/E/2026. 


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