La relazione 2025 del Garante per la privacy evidenzia come gli avvocati debbano prestare maggiore attenzione nell’uso di e-mail e strumenti di condivisione, poiché errori nella scelta dei destinatari o nella gestione dei link possono comportare ammonimenti o sanzioni per violazione della privacy. Tuttavia, il diritto di difesa può prevalere quando il trattamento dei dati è strettamente funzionale all’attività professionale o giudiziaria. Il Garante ha ribadito l’importanza di adottare adeguate misure di sicurezza, come la cifratura o l’anonimizzazione dei documenti, soprattutto in caso di utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale. Resta invece esclusa dalla competenza del Garante la valutazione dei dati prodotti nei procedimenti giudiziari e dei trattamenti effettuati dagli ausiliari del giudice, che spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria. 


questo articolo si trova a pagina 13