L’attività di mediazione civile non figura tra quelle che fanno scattare gli adempimenti antiriciclaggio. Non si tratta di una lacuna del legislatore, ma di una scelta coerente con l’impostazione internazionale di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo che limita gli obblighi degli avvocati alle attività ritenute maggiormente esposte al rischio nel rispetto dell’attività da questi svolta e ciò a tutela del diritto di difesa e del conseguente segreto professionale di cui gli avvocati costituiscono il baluardo. La scelta legislativa trova conferma nella Regola tecnica n. 2 del Cnf, in attuazione dell’art. 11 del decreto, che esclude delle attività soggette agli obblighi Aml l’incarico di mediatore, oltre ovviamente l’attività di assistente e di difesa nell’ambito di mediazione e negoziazione assistita. 


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