Con la sentenza del 14 giugno scorso, resa nella causa C-474/24, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha deciso che è lecita la diffusione delle liste degli atleti professionisti squalificati per doping. Ma il Gdpr impone di valutare, prima della pubblicazione, se essa è proporzionata, anche a riguardo alla sua durata. Nel caso analizzato le autorità austriache hanno punito per doping 4 atleti, escludendoli dalle competizioni nazionali e internazionali per un periodo di tempo determinato o a vita. Le squalifiche sono state pubblicate sul sito internet con diffusione di nomi, sport praticato, violazione commessa, sanzione e sua durata, sostanza vietata. 


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