Entra in vigore oggi il decreto legislativo n. 115/2026 che recepisce la direttiva Ue 2024/1712. Il testo modifica il Codice penale e, in particolare, gli articoli 600 e 601 relativi ai reati di riduzione o mantenimento in schiavitù e di tratta delle persone. Alle condotte già perseguibili vengono aggiunte nuove forme di sfruttamento, tra cui maternità surrogata, matrimonio forzato, adozione illegale e realizzazione di immagini o video di natura sessuale attraverso i canali digitali. La seconda novità è l’introduzione di un nuovo reato di ‘approfittamento della vittima’. Scopo della legge è punire chiunque approfitti consapevolmente di una persona che sa essere oggetto di traffico, con reclusione fino a 3 anni e multe da 500 a 3mila euro. Il target, dunque, non è più solo chi gestisce la tratta ma anche chi ne fruisce, sapendo come funziona. 


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