Le Sezioni unite della Corte di cassazione, con la sentenza n. 23489, depositata lo scorso 18 luglio, hanno stabilito che spetta al Comune provare la non spettanza dell’esenzione Ici, mentre il contrario avviene qualora sussista la dimora abituale senza la residenza. Nell’Imu, invece, occorre la compresenza della dimora abituale e della residenza anagrafica. Pertanto, è stato necessario un intervento della Consulta che, con la sentenza 112/2025 ha ribadito gli stessi principi già espressi per l’Imu. Nella vicenda oggetto di intervento delle Sezioni unite, il Comune aveva annullato in autotutela l’atto di accertamento originario, dopo la pubblicazione dell’intervento della Corte costituzionale. Le Sezioni unite hanno ritenuto di fissare il principio di diritto in base al quale l’esenzione Ici per abitazione principale richiede la sola dimora abituale del possessore. 


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