Prosegue il trend discendente della cedolare secca sugli affitti. Il 2025 si era chiuso con un calo complessivo del 2,2% che rappresenta la prima inversione di tendenza dopo 13 anni di segno più. I primi 5 mesi dell’anno vanno nella direzione già segnata: il gettito complessivo della tassa piatta sulle locazioni di abitazioni si è attestato a 318 milioni, che rappresenta un calo del 25,5% sullo stesso periodo del 2025, anche se a maggio l’andamento è stato positivo con un differenziale in aumento di 4 milioni rispetto al dato dell’anno precedente. Qual è la causa di questo effetto? Una potrebbe derivare dallo spostamento della cedolare dall’aliquota del 21% per i contratti a canone di mercato a quelle del 10% sui contratti di locazione a canone concordato. Per l’utilizzo di questi ultimi sono però previsti vincoli ben determinati. La cedolare al 10%, inoltre, può essere applicata nei comuni in cui è stato dichiarato lo stato d’emergenza nei cinque anni precedenti il 28 maggio 2014 e nei Comuni colpiti dal sisma del 2016.
Cedolare secca, il calo del gettito continua anche nel 2026: -25,5%
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