Il comune di Genova ha approvato una delibera che stabilisce nuove tariffe ad hoc dell’imposta di soggiorno per le strutture extra alberghiere e gli appartamenti a uso turistico. Si tratta del primo caso in Italia di incremento differenziato, che potrebbe fare scuola. E non si tratta di un caso isolato visto che negli ultimi anni molti comuni hanno ritoccato all’insù l’imposta di soggiorno, anche se per tutte le tipologie di struttura. Ma per colpire le locazioni brevi i comuni utilizzano anche un’altra ‘arma’ ovvero la tassa sui rifiuti. La tendenza, in molte città, è classificare gli appartamenti dedicati agli affitti brevi come strutture non domestiche, assimilate ad alberghi senza ristorante. Una formula tecnica che, di fatto, si traduce in una Tari molto più salata. Tanti i comuni che adottano questo sistema e la tendenza si sta diffondendo.
Affitti brevi, la stretta fiscale ora passa anche dai Comuni
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