Non risponde di lesioni colpose il datore di lavoro ignaro della prassi a rischio che è costata un infortunio al lavoratore. A stabilirlo la Corte di cassazione, nella sentenza n. 26679 dello scorso 16 luglio. L’assoluzione dipende dal fatto che se in azienda si svolge una lavorazione che elude le norme di sicurezza l’imprenditore ne risponde solo se si prova che ne era a conoscenza o l’ignorava colpevolmente. Va, dunque, esclusa la condanna se si accerta che la prassi contro legge era saltuaria e mai portata a conoscenza dei responsabili. Né si configura una lacuna nel documento di valutazione dei rischi, in cui occorre analizzare i rischi delle lavorazioni effettivamente demandate ai lavoratori.
Infortuni, datore assolto se ignora la prassi a rischio
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