L’art. 120 quater del Codice della crisi si applica ai concordati in continuità diretta quando i soci originari mantengono un valore derivante dalla ristrutturazione. La norma tutela i creditori delle classi dissenzienti, impedendo che i soci ricevano un valore superiore al loro. Il Tribunale di Parma, con la sentenza del 25 marzo 2026, ha esaminato la disposizione normativa del Codice della crisi che impone al proponente di un concordato in continuità diretta di non riservare ai soci anteriori alla ristrutturazione un valore di ristrutturazione maggiore rispetto a quello attribuito ai creditori di classi dissenzienti. In tali casi, i soci originari non conservano alcun valore economico derivante dal risanamento, facendo venir meno la tutela della norma. Anche il Tribunale di Avellino ha chiarito che la norma opera solo se i soci anteriori restano nella compagine sociale.
Il valore da risanamento tutela anche i soci anteriori
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