Il business plan si sta trasformando. Da documento previsionale sta diventando strumento di dialogo tra imprese e stakeholders. Più che uno strumento ‘corretto’, occorre costruire un piano ‘credibile’. Un business plan può essere corretto nei numeri ma risultare poco convincente se basato su ipotesi irragionevoli. Al contrario, è credibile quando ogni numero rappresenta la conseguenza logica di una scelta strategica identificabile. Risultati attesi, investimenti e fabbisogni finanziari non devono essere stimati in modo isolato, ma devono presentarsi come la traduzione quantitativa del modello di business, delle decisioni commerciali, delle politiche produttive e delle risorse disponibili. È questo il messaggio che emerge dai principi elaborati dal Consiglio nazionale dei commercialisti e dalla Fondazione nazionale dei commercialisti che qualificano il business plan come un processo di pianificazione fondato su assunzioni ragionevoli, verificabili e coerenti, piuttosto che come un semplice prospetto numerico. 


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