Dal 16 luglio scorso è entrato in vigore il decreto legislativo n. 115/2026 in materia di prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e di protezione delle vittime, che è intervenuto sul sistema di contrasto alla tratta di esseri umani, aggiornando il quadro sanzionatorio, per adeguarlo alle più recenti forme di sfruttamento. Il provvedimento ha apportato rilevanti novità anche con riferimento alla responsabilità amministrativa degli enti ex Dlgs 231/2001 con l’inserimento di una nuova fattispecie nel novero dei reati presupposto. Rischia la condanna chi sfrutta le prestazioni di vittime di schiavitù, servitù o tratta, con conseguenze anche per le imprese coinvolte. Le aziende che rischiano sanzioni pecuniarie e interdittive sono tenute ad aggiornare i modelli organizzativi 231. Fondamentale è il controllo rigoroso di fornitori, subappaltatori e partner commerciali lungo tutto la filiera. La prevenzione del rischio passa attraverso una maggiore compliance tra l’impresa e i collaboratori.
Sfruttamento nuovo reato 231
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