Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento n. 429 dello scorso 11 giugno, ha ribadito che sentirsi minacciati non autorizza a trasformare la pubblica via in un’area costantemente videosorvegliata. L’Authority ha sanzionato un professionista che aveva installato tre telecamere esterne in grado di riprendere e registrare, 24 ore su 24, immagini e conversazioni di chi transitava davanti al suo studio. Il titolare aveva giustificato l’impianto richiamando alcuni episodi preoccupanti: atti vandalici, una tentata effrazione e perfino rinvenimento di un bossolo nelle vicinanze dell’immobile. Circostanze idonee a spiegare l’esigenza di proteggere persone e beni ma non sufficienti, secondo il Garante, a legittimare un controllo dello spazio pubblico.
La minaccia non autorizza a videosorvegliare la via
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