Con una sentenza dello scorso 16 luglio la Corte di giustizia Ue ha rafforzato i poteri delle autorità nazionali garanti della concorrenza, consentendo il sequestro di email professionali tra dipendenti e dirigenti durante le indagini, anche se autorizzato dal pm e non da un giudice. La decisione arriva dopo il ricorso di alcune aziende portoghesi che contestavano la violazione della riservatezza delle comunicazioni. Secondo la Corte, tale limitazione è legittima quando è prevista dalla legge e serve a garantire l’efficace applicazione delle norme europee contro cartelli e abusi di posizione dominante. Resta però necessario un controllo giurisdizionale successivo sulla legittimità e proporzionalità del sequestro.
Indagini antitrust, mail aziendali sequestrabili con decreto del Pm
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