Ad ogni indagato il suo interrogatorio. Lo stabiliscono le Sezioni unite penali della Cassazione con la sentenza n. 28898 del 30 luglio 2026. Il giudice deve sentire l’indiziato prima e non dopo che sia adottata una misura cautelare come la custodia in carcere, a meno che non serva l’effetto sorpresa o si proceda comunque per reati gravi. La deroga all’interrogatorio preventivo che scatta per uno degli indagati, contro cui si procede ad esempio per un reato ostativo, non si estende all’altro, che non può essere pregiudicato dalla posizione altrui in termini di garanzie individuali. E se il pm ha facoltà di esercitare l’azione cautelare nel modo che ritiene più opportuno, può ad esempio salvaguardare l’effetto sorpresa dando precedenza alle richieste di cautela che non richiedono l’interrogatorio preventivo, rinviando quelle che invece lo prevedono. La nullità per omissione, poi, è deducibile anche in sede di riesame.
Interrogatorio a ogni indagato
questo articolo si trova a pagina 22