Il Consiglio nazionale forense, con la sentenza n. 84 depositata lo scorso 20 marzo, ha affermato che la minaccia alla controparte di depositare querele in modo vessatorio costituisce fonte di responsabilità disciplinare. Il caso trae origine dall’applicazione della sanzione disciplinare della censura da parte del Consiglio distrettuale di disciplina di Brescia ad un avvocato per aver questo minacciato la controparte di azioni spropositate.Â
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