Con la sentenza n. 21524 del 2026 la Corte di cassazione ha rammentato che la prescrizione dell’illecito amministrativo dell’ente previsto dal Dlgs 231/01 segue regole diverse da quelle dei reati contestati alle persone fisiche. Nel caso esaminato, ha annullato la decisione del Tribunale di Gorizia che aveva dichiarato prescritti sia i reati ambientali sia l’illecito dell’ente. La Corte ha ricordato che la contestazione dell’illecito interrompe il termine di prescrizione quinquennale, ad esempio con la richiesta di rinvio a giudizio. Da quel momento la prescrizione resta sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenza sul reato presupposto. Il Tribunale aveva quindi applicato erroneamente gli ordinari termini di prescrizione. Per questo la Cassazione ha annullato la sentenza e disposto un nuovo giudizio. 


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