Con la sentenza n. 29015/2026 la Corte di cassazione ha escluso la possibilità di rivedere i giudizi in virtù di elementi inediti frutto dell’Intelligenza artificiale. Secondo i giudici del Palazzaccio non possono essere considerate nuove prove quelle prodotte grazie a strumenti informatici basati sull’AI. Per la Suprema corte è inammissibile il ricorso contro la decisione della Corte d’appello di negare la revisione di una condanna, irrevocabile, sulla quale avevano pesato soprattutto le intercettazioni, per falso ideologico e truffa, per accedere a fondi strutturali e comunitari destinati alla regione Lombardia a fini turistici. Truffa, realizzata ricorrendo a un meccanismo di illecita sovraffatturazione, in favore di una società della quale l’imputato era socio occulto. 


questo articolo si trova a pagina 30