Ieri Bruxelles ha sollevato obiezioni sullo schema di decreto legislativo che prevede l’uso del riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale per le forze di polizia. Il testo, dunque, potrebbe subire delle correzioni prima di tornare in Consiglio dei ministri anche per la contrarietà dell’opposizione che ha parlato di ‘Stato di polizia’. Palazzo Chigi ha replicato affermando che: ‘L’Italia continuerà a rispettare la normativa Ue a partire dall’AI Act, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’autorità giudiziaria’. Secondo il parere redatto alla Camera la norma potrebbe cambiare affidando al ‘giudice competente’ e non al pm l’autorizzazione all’uso delle immagini di riconoscimento facciale. Occorrerà prevedere una sorveglianza ‘umana’ del controllo di dati biometrici. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Riconoscimento facciale, richiamo Ue Il testo cambierà’ – pag. 9)


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